La Personalità dell’Ariete è una Personalità estremamente istintiva.

Tutto viene fatto dietro l’impulso del momento, non c’é riflessione né ripiegamento su se stessi.

La personalità dell’ Ariete puro: è un estroverso che non conosce nulla di se stesso e ha bisogno di passare attraverso l’esperienza vissuta per capire chi egli sia e che cosa voglia. È incapace infatti di osservare se stesso o gli altri. La vita lo penetra, viene rielaborata inconsciamente nel suo interno e viene poi espressa in azioni che assumono esclusivamente il significato ora di offesa ora di difesa. L’individuo, infatti, nato sotto il segno dell’Ariete, è un individuo naturalmente aggressivo.

Nella sua natura la violenza non è solamente una risposta ad una frustrazione, ma si direbbe una componente naturale del suo carattere. Ora, come tutti sappiamo, l’aggressività fa parte del comportamento umano, anche se la questione della sua origine resta controversa, tuttavia nel caso degli Arietini essa raggiunge punte di gratuità che possono essere ascritte solo al temperamento violento ed irriflessivo dei nati sotto questo segno.

L’essenza di questa natura è un’essenza combattiva e ne farà una bandiera per la vita. Giacchè riceve la sua influenza dal pianeta Marte, essa esprime la lotta per la sopravvivenza e simboleggia la violenza insita da quando è venuto al mondo in poi. Il venire alla vita, infatti con l’impatto improvviso che comporta, è sempre un avvenimento traumatico anche se non ce ne accorgiamo, perché in quel momento la nostra coscienza ancora non si è formata. Tuttavia questa posizione di inizio che potrebbe far pensare ad un’Essere proiettato verso il futuro, in realtà dona ai nativi di questo segno una buona dose di insicurezza che, essendo completamente inconscia, genera stati di ansia difficilmente controllabili.

La vita in comune con queste personalità dell’ariete può diventare veramente drammatica, a volte, a causa del costante mutamento di umore a cui esse sono soggette e a cui vogliono a tutti i costi assoggettare gli altri. Una delle loro caratteristiche principali è appunto la variabilità, che è anche l’espressione del momento nel quale si colloca la loro nascita che è un momento intrinsecamente instabile nella natura, ancora indecisa tra la pioggia e il sereno, tra il freddo e il caldo. Mentre nel segno immediatamente precedente, i Pesci, questa situazione è vissuta come un dato di fatto a cui uniformare la propria natura, nel segno dell’Ariete prende la colorazione di uno stato angoscioso di cui non si sa l’origine e che sfocia inevitabilmente in facili crisi di ansia. La paura dell’ignoto infatti, in quanto rivolta ad un avvenimento concreto, in questo caso il futuro sconosciuto, non porta come conseguenza stati di nevrosi perché l’ansia si materializza nel sentimento della paura la cui origine è sempre individuale, mentre l’ansia pura trae origine dall’apparente mancanza di motivazione. Diviso normalmente tra la ricerca della propria identità attuale e la scoperta delle proprie possibilità future, il nativo dell’Ariete è continuamente in lotta con se stesso e quindi tende ad esportare questo suo senso primario di insicurezza in tutte le azioni della sua vita, che vengono quindi fatte all’insegna dell’improvvisazione e della prova, giacché è in esse che il soggetto cerca di capirsi e di trovarsi.

Inconsciamente si sente all’origine e quindi sì identifica con un’immagine creativa, onnipotente e pertanto ha l’anima del condottiero che guida le sorti della battaglia. In questa versione è un buon tattico che si contenta di vittorie immediate, ma un pessimo stratega in quanto non può rinunciare a vincere la sua battaglia anche se questa rischia di fargli perdere la guerra. Ha sempre la sensazione che deve essere lui il responsabile in quanto da lui dipende la sorte del mondo, di tenerlo in vita o di sopprimerlo, ma nell’atto pratico la personalità dell’ariete soggiace facilmente all’inganno di cui difficilmente si accorge. Pur essendo infatti un insicuro non è un diffidente e reagisce alle manovre occulte con l’impulsività tipica della sua natura, mettendosi facilmente dalla parte del torto.

Questa altalena tra gli opposti, consuma non poche delle sue energie, ma contribuisce paradossalmente a mantenerlo sempre adolescente. L’attività, infatti, alla quale si dedica inconsciamente, per tutta la vita, è la ricerca dell’identità. Per questo avremo molto facilmente in questa categoria degli individui conservatori. Dovendo subire, a livello privato, un continuo stato di stress a causa delle difficoltà di identificazione, la sicurezza sarà ricercata nel pubblico e soprattutto nell’affermazione di carattere sociale che può identificarsi anche con il  possesso di beni materiali, ricercati più come surrogato di sicurezza che come forma di comodità o di possesso in se stesso.

Le difficoltà di identificazione si riflettono spesso in una vita familiare vissuta in modo problematico: la figura del genitore del proprio sesso, infatti, viene quasi costantemente vissuta come prevaricante, non importa se tale figura lo sia effettivamente nella realtà; mentre il genitore del sesso opposto è amato in modo irruente ed indiscriminato quali che ne siano le reali affinità con il soggetto. Se però il genitore del sesso opposto non incarna, per condizioni di vita, il ruolo che il nostro soggetto immagina debba incarnare, allora lo vediamo al centro di conflitti che possono divenire molto seri fino ad arrivare a forme di deviazione. Tuttavia queste ultime non saranno mai vissute in maniera morbosa ma più come esperienze da contrapporre ad un modello contro il quale si lotta con furia cieca. Trovandosi all’inizio di un ciclo, il nato del segno dell’Ariete dovrebbe risultare distaccato dal passato. Questo invece è solo parzialmente vero, anzi questa condizione è ancora una volta vissuta come urgente e quindi finisce per costituire un problema. Il distacco dal passato allora viene operato di preferenza in maniera traumatica e tramite rivolgimenti di carattere radicale che finiscono fatalmente per non rinnovare ma anzi per conservare con metodi diversi l’ordine precedente. L’Ariete non è un’innovatore, esprime bene, nella sua natura, il simbolo dell’animale a cui è associato, che affronta gli ostacoli a testa bassa preoccupandosi solo di trovarsi dall’altra parte e di abbattere la barriera, piuttosto che sapere che cosa c’è oltre l’ostacolo e se vale la pena di andare ad esplorare quest’altra parte di realtà.

Anche se normalmente il tipo Ariete viene definito solo esclusivamente un tipo primario estroverso, questo non risulta del tutto vero. La sua introversione, anche se non si può identificare con il classico ripiegamento su se stessi, si esplica appunto in quel dualismo che ne fa un individuo che alterna, dentro di sé, stati contrapposti. La mancanza di una costruzione organica dell’io lo porta a rimuginare sogni di gloria ogni volta che vede le sue capacità frustrate o che sente di non potersi rivalere nell’immediato su persone o su cose. In questo senso è allora capace di rimuginare e di immaginare un mondo in cui la sua lancia infilzerà tutti i suoi nemici o la sua spada, come quella dell’angelo Gabriele, avrà ragione sul demonio. Nelle sue fantasie quindi di vittoria del bene sul male o del male sul bene, l’Ariete inconsciamente realizza la sintesi del suo dualismo primordiale che resta quella tra bene e male, tra positivo e negativo, tra l’essere e il nulla.

L’ “Io che Sono” e l’ “Io che non Sono” trovano, in una proiezione dell’ “Io che vorrebbe Essere”, la pacificazione della lotta e l’identificazione che viene quindi realizzata sul piano della fantasia e non su quello della realtà. Se quindi la vita offre ai nati di questo segno la possibilità di vivere concretamente il proprio sogno, e a loro basta credere che sia così, avremo degli individui combattivi, capaci di realizzare anche grandi svolte nella storia. Insieme al Leone, infatti, l’Ariete è il segno a cui vengono legati normalmente gli individui che lasciano un segno di sé.

Ma al contrario del Leone, la cui zampata resta indelebile, l’azione dell’Ariete è meno incisiva e a volte è capace di seminare sul suo cammino solo delle rovine. Il Leone, infatti, ha troppo il senso del dominio e della sua dignità per lanciarsi in imprese che lo vedono solo combattere, ciò che invece non si può dire dell’Ariete, che ama il conflitto per il conflitto e la polemica fine a se stessa. In questa ultima attività risulta un campione e per amore di polemica è disposto a tutto, anche a colpire i suoi amici più cari. Se appartiene al tipo raffinato, il suo spirito aggressivo si eserciterà soprattutto a livello di ironia sottile e non risparmierà a nessuno le sue sentenze, che risulteranno particolarmente ben piazzati. Intingere la penna nelle debolezze degli altri è cosa per lui facilissima, che gli riesce in maniera mirabile giacché è anche un ottimo individuatore dei talloni di Achille.

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