DESCRIZIONE DELLA MAGIA

Ricordiamo brevemente che cos’è la Magia, secondo una delle migliori definizioni. La Magia è la scienza che insegna l’applicazione pratica delle leggi della Natura, da quelle più semplici fino a quelle più elevate. E’ indispensabile capire come funzionano le prime (microcosmo) per arrivare ad immaginare come agiscono quelle del macrocosmo, cioè dell’intero Universo. Conosciamo queste leggi universali grazie alla “Tavola di smeraldo” di Ermes, che il lettore dovrà meditare a lungo.

TAVOLA DI SMERALDO di ERMES TRISMEGISTO

TUTTO E’ SPIRITO, LO SPIRITO E’ TUTTO

La prima legge di Ermes non è altro che una netta affermazione dello Spirito, che è a sua volta l’opposto della relatività sempre mutevole della Materia. Il Mago non può che studiare e insegnare la verità dello Spirito che ha in sé, come ogni essere umano (e come ogni cosa creata: un albero, un fiore, una pietra, un animale).

CIO’ CHE E’ IN ALTO E’ COME CIO’ CHE E’ IN BASSO.

Questa legge di analogia permette di dedurre ciò che avviene nell’invisibile grazie all’attenta osservazione del visibile.

ARTI MAGICHE

ANTRO DEI MIRACOLI

La scienza occulta era un’entità inalterabile che non si poteva né allargare, né perfezionare, perché era esistita nella sua totalità fin dalle origini, ed era raggiungibile per un solo cammino: la dottrina non insegnava il modo di studiare i fenomeni, ma semplicemente indicava la via aperta davanti all’adepto. Un’illustrazione dell’Anfiteatro dell’eterna sapienza di Khunrath mostra l’antro della sapienza scalpellato nella roccia, e sempre più angusto a mano a mano che lo studioso s’approssima alla luce: per rincuorare colui che viaggia sotterra, sei raggi illuminano 1’antro con le loro esortazioni che non hanno contenuto scientifico, né rivelano alcun segreto, ma sono semplicemente comandamenti etici: “Purificati, sii senza macchia; dà all’Unico lodi ed offerte, ed inni all’inferiore… “. Un’altra illustrazione di Khunrath rappresenta l’arcano sapere in forma del dragone di Hermes racchiuso in una fortezza inespugnabile con ventidue ingressi che sembrano invitare il ricercatore ad addentrarsi nel santuario, ma tutti meno uno portano a vie senz’uscita. Lo sbalordito studioso dell’occulto può errare da una parte all’altra senza neppur raggiungere il ponte levatoio custodito da Hermes, ma una volta trovata la giusta traccia si eleva dall’umiltà alla dignità. Agrippa mostra vari atteggiamenti dell’uomo delimitati da cerchi e da triangoli, e spiega che, poiché il mondo é costruito secondo le proporzioni umane, i gesti euritmici dell’uomo stesso, che e in rapporto col Tutto, esprimono l’armonia del creato. Quando il suo corpo si muove in accordo con queste figure ideali, egli ha captato il significato magico delle antiche danze sacre, che si eseguivano nei riti mistici; per tali movimenti si rallegrano le deità, e la loro risonanza attinge i pianeti, così come vibrano gli strumenti a corda quando si cantano le loro melodie. La danza crea forze terapeutiche, in quanto l’uomo malato e stonato rispetto all’universo, e può di nuovo ritrovare l’armonia della salute quando intoni i suoi movimenti a quelli delle stelle.

Nessuno crederebbe che canto e musica siano vera magia, e tuttavia non è possibile dubitarne, secondo le tradizioni più venerabili: già il leggendario Pitagora scoprì che i pianeti turbinando nelle loro orbite producono suoni, e noi non udiamo questo celeste concerto soltanto perché i nostri orecchi non sono intonati ad esso, così come i nostri occhi non sanno guardare nel sole senza restarne accecati. Nel Sogno di Scipione, frammento della Repubblica di Cicerone, il giovane sogna che il suo grande avo lo guida sino alle stelle, che vibrano in una mirabile sinfonia:

Tu odi quest’armonia ” spiega il vecchio Scipione “che è formata da ineguali intervalli calcolati secondo proporzioni perfette, e riprodotti dai movimenti delle sfere. I suoni bassi si uniscono a quelli acuti in accordi sempre mutevoli, perché queste colossali rivoluzioni planetarie non saprebbero compiersi nel silenzio, e la natura esige che suoni chiari echeggino ad un estremo e suoni cupi rispondano dall’altro. Così il mondo degli astri che ha moto più rapido rotea con un precipitoso trillo argentino, mentre il corso lunare che gli sottostà emette un suono lento e cavernoso… Così le sfere… producono sette toni distinti, e il numero settenario e il nucleo di tutto quello che esiste. .E gli uomini che sanno imitare sulla lira il concerto dei cieli hanno ritrovato il cammino che adduce a questo regno sublime, nella stessa maniera con cui altri si sono innalzati col genio alla conoscenza delle cose divine“.

La musica è armonia, e l’armonia é il mistero dell’universo. Essa cura magicamente i malati, come afferma l’antica tradizione ripresa da Kircher e da Caspar Schott (1608-1666). Già Esculapio ordinava che si curasse la febbre col canto, e Damone trattava gli ubriaconi con la musica; altrettanto efficaci sulle passioni erano i canti ed i suoni dei flauti e delle arpe. Empedocle con la sua musica indusse un assassino a rinunciare al suo esecrando delitto; il divino Terpandro placò con le canzoni la popolazione in rivolta di Lesbo; il romano Mecorna, col cuore spezzato perché l’imperatore Augusto gli aveva carpito la sua Terenzia, fu tormentato dall’insonnia per tre anni, sino a quando la musica lo guarì del suo cordoglio.

L’universo é costruito nelle proporzioni degli intervalli musicali; e Robert Fludd definisce il mondo insieme col divino firmamento come uno strumento con la tastiera composta degli intervalli fra le schiere degli angeli, le stelle fisse, i pianeti e gli elementi. Dio accorda lo strumento che ha la sua corda assicurata alla terra; il primo diapason vibra da Dio, il secondo é teso fra il sole e la terra; e poiché il mondo é eretto dalle leggi musicali, l’uomo, che é la replica di esso, deve come lui contenere la misteriosa tastiera. Non dimentico di ciò, nel suo bel trattato Sulla musica dell’anima, Fludd presenta la figura umana del microcosmo, intonata alla suprema armonia e suddivisa in intervalli musicali dalla testa alle anche; a questo tratto che comprende anima, mente ed essere corporeo, sovrasta il diapason spiritualis, esteso dalla testa al cuore, che segna la separazione dal diapason corporalis. La linea divisoria non é arbitraria: come nel macrocosmo il sole é datore di vita, così nel microcosmo il cuore prende il posto del sole, e l’ingegnoso schema contiene giorno e notte, alba e tramonto. Le poetiche immagini di Fludd richiamano il concetto di Agrippa sul potere unitivo che la musica esercita nella natura:

L’armonia musicale ” dice Agrippa ” é un’altissima forza comprensiva, che attrae le influenze celesti e cangia affetti, intenzioni, gesti, nozioni, azioni e disposizioni… Anche le bestie, gli uccelli, i serpenti, sono sedotti dalle piacevoli melodie… I pesci nel lago d’Alessandria si deliziano di suoni armoniosi; la musica causò amicizia fra uomini e delfini. Gli accenti dell’arpa commuovono i cigni iperborei, e le voci melodiose ammansiscono gli elefanti dell’India. Gli stessi elementi si compiacciono della musica: la pladda fontana di Hules sobbalza di gioia al suono della tromba, e trabocca dal suo bagno; in Lidia, le Isole delle Ninfe lasciano la riva quando odono la musica e si trasportano inmezzo al mare dove danzano, e quando la tromba si tace galleggiano indietro verso il continente e si riattaccano alla sponda “.

 Danza, canto e musica sono operazioni di magia bianca, così come lo sono la scrittura e la lettura, secondo quel che insegna la cabala. II libro Zohar dice:

Nell’ambito dei cieli che racchiudono il mondo, vi sono figure, segni dai quali apprendiamo i segreti e i più profondi misteri, formati dalle costellazioni che offrono al saggio tema di contemplazione e di diletto…“.

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